{"id":8242,"date":"2018-10-15T08:35:07","date_gmt":"2018-10-15T06:35:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.volontariatoinrete.org\/portale_3\/?p=8242"},"modified":"2018-10-15T08:36:55","modified_gmt":"2018-10-15T06:36:55","slug":"volontariato-la-nuova-stagione-dei-csv-passeranno-da-65-a-49","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.volontariatoinrete.org\/portale_3\/2018\/10\/15\/volontariato-la-nuova-stagione-dei-csv-passeranno-da-65-a-49\/","title":{"rendered":"Volontariato, la \u201cnuova stagione\u201d dei Csv: passeranno da 65 a 49"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Prende corpo la riforma dei Centri di servizio per il volontariato in base a quanto stabilito dal Codice del terzo settore. Nei giorni scorsi la decisione dell\u2019Organismo nazionale di controllo sul nuovo assetto. Il presidente di Csvnet, Tab\u00f2: \u201cSi \u00e8 trattato di processi partecipati e mai verticistici\u201d.<br \/>\n<\/em><em><span class=\"data\">12 ottobre 2018<\/span><\/em><\/p>\n<div id=\"content-html\" class=\"content-html\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>MATERA \u2013 <strong>Cambia l\u2019assetto dei Centri di servizio per il volontariato (Csv) sul territorio nazionale: entro il 2019 ne saranno operativi soltanto 49<\/strong>. Lo ha deciso l\u2019Organismo nazionale di controllo dei Csv (Onc) che nell\u2019ultima riunione della fondazione, tenutasi il 10 ottobre, scorso ha dato seguito ad un percorso gi\u00e0 avviato in questi ultimi anni che ha portato <strong>i Csv attivi dai 78 iniziali ai 65 attuali<\/strong>. La notizia arriva proprio durante la Conferenza nazionale dei Csv in corso a Matera che vede circa 300 partecipanti provenienti dai Centri di tutta Italia. \u201cViene cos\u00ec applicato l\u2019articolo 61 del Codice del terzo settore (Dlgs 117\/2017), il quale ha disposto il nuovo accreditamento dei Centri di servizio e dettato i criteri per determinare il loro numero \u2013 spiega una nota di Csvnet, il coordinamento nazionale dei Centri di servizio -. Esercitando le proprie facolt\u00e0, l\u2019Onc ha per\u00f2 concesso alcune deroghe che hanno interessato otto regioni, in cinque delle quali opereranno pi\u00f9 Csv di quanti ve ne sarebbero stati applicando la norma alla lettera\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8243\" aria-describedby=\"caption-attachment-8243\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-8243\" src=\"http:\/\/www.volontariatoinrete.org\/portale_3\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/TaboChiusura.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/www.volontariatoinrete.org\/portale_3\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/TaboChiusura.jpg 1000w, https:\/\/www.volontariatoinrete.org\/portale_3\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/TaboChiusura-300x149.jpg 300w, https:\/\/www.volontariatoinrete.org\/portale_3\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/TaboChiusura-768x381.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8243\" class=\"wp-caption-text\">Stefano Tab\u00f2 presidente CSVnet<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Il nuovo scenario. <\/strong>La nuova articolazione nazionale dei Centri per l\u2019impiego, <a href=\"https:\/\/csvnet.it\/images\/documenti\/Comunicato-ONC-11-ottobre-2018.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cos\u00ec come predisposta dall\u2019Onc<\/a>, vedr\u00e0 dieci regioni e le due province autonome con un solo Centro regionale o provinciale, mentre nelle restanti nove regioni il loro numero osciller\u00e0 tra 3 e sei Csv. <strong>Ultimo nato, tra i Csv, quello di Bolzano<\/strong>: apertura che va a completare il quadro nazionale dei Csv su tutta Italia. Bolzano, infatti, era l\u2019unica provincia a non avere un Csv di riferimento. Andando pi\u00f9 nel dettaglio, le regioni maggiormente interessate da questa rivoluzione nell\u2019organizzazione territoriale dei centri sono l\u2019<strong>Abruzzo<\/strong>, che vedr\u00e0 i quattro Csv attualmente attivi (L\u2019Aquila, Chieti, Pescara e Teramo) fondersi in un unico Csv; segue la <strong>Calabria<\/strong> che dai cinque Csv attivi (Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia) ne resteranno soltanto tre (restano i Csv provinciali di Reggio Calabria e Cosenza, mentre Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia costituiranno un unico centro). Un solo accorpamento, invece, \u00e8 previsto in <strong>Campania<\/strong> dove ai Csv di Napoli, Caserta e Salerno che non subiranno modifiche si aggiunger\u00e0 il nuovo Csv di Avellino e Benevento, che nascer\u00e0 dall\u2019accorpamento dei rispettivi Csv provinciali. Passa da nove Csv a quattro, invece, l\u2019<strong>Emilia Romagna<\/strong>: resta il Csv di Bologna, mentre verranno accorpati tutti gli altri. I nuovi Csv saranno quindi quello di Ferrara e Modena; l\u2019altro accorpamento vedr\u00e0 riuniti sotto lo stesso Centro i Csv di Forl\u00ec-Cesena, Ravenna e Rimini; Parma, Piacenza e Reggio Emilia, infine, diventeranno un unico Csv. In <strong>Liguria<\/strong> i cinque Csv diventeranno tre: oltre a Genova e La Spezia, uniranno le forze i Csv di Savona e Imperia. La regione <strong>Puglia<\/strong> vedr\u00e0 invece una riorganizzazione dei Csv che coinvolger\u00e0 anche nuovi territori: saranno quattro i centri, contro i 5 attuali, e saranno cos\u00ec distribuiti: un Csv per Bari e BAT (Andria, Barletta, Trani, Bisceglie, Canosa di Puglia, Minervino Murge, Spinazzola), al Csv di Foggia saranno aggiunti altri comuni della BAT, ovvero Trinitapoli, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia. Brindisi e Lecce uniranno le forse in un unico Csv, infine resta intatto il Csv di Taranto. Cambia anche il volto dei Csv del <strong>Veneto<\/strong>: dai nove centri di servizio attivi fino ad oggi, soltanto Venezia, Verona e Vicenza non subiranno cambiamenti. I due accorpamenti riguarderanno Belluno (primo Csv d\u2019Italia) e Treviso, mentre Padova e Rovigo saranno protagonisti del seconda fusione della regione.<\/p>\n<p><strong>I primi a muovere i passi verso la riforma. <\/strong>Ad aver gi\u00e0 intrapreso un percorso verso un Csv regionale unico o verso l\u2019unificazione di pi\u00f9 Csv provinciali, invece, la <strong>Lombardia\u00a0<\/strong>che dal 2018 ha visto passare il numero dei Csv da 12 agli attuali sei Centri ( ovvero i Csv provinciali di Milano, Bergamo, Brescia, il Csv di Como e Varese, quello di Lecco, Monza e Sondrio e infine il Csv Lombardia sud) ed \u00e8 stata la prima regione d\u2019Italia ad avviare una riorganizzazione territoriale nell\u2019ottica della riforma. Anche\u00a0l\u2019<strong>Umbria<\/strong>\u00a0 sta perfezionando l\u2019accorpamento dei Csv di Perugia e Terni. Nel <strong>Lazio<\/strong>, invece, Cesv e Spes hanno intrapreso da tempo un cammino di avvicinamento e gi\u00e0 da gennaio 2019 i due Csv confluiranno nel Centro per il volontariato Lazio. Immutata la situazione per i Csv regionali o provinciali come Sardegna, Basilicata, Valle d\u2019Aosta, Trento, Toscana, Molise, Marche e Friuli-Venezia Giulia. Il Piemonte continuer\u00e0 ad avere cinque Csv (uno a Torino, il secondo per Asti e Alessandria, il terzo per Biella e Vercelli, quarto per Cuneo e l\u2019ultimo tra Novara e Verbano Cusio Ossola). Intatta l\u2019organizzazione dei Csv anche in Sicilia, dove operano tre Csv: un Centro per Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani, un secondo per Catania, Enna, Ragusa e Siracusa, e un unico Csv provinciale per Messina.<\/p>\n<p><strong>Un \u201cprocesso partecipato e mai verticistico\u201d. <\/strong>La riorganizzazione, spiega Csvnet, non determiner\u00e0 una svalutazione di due tra i maggiori punti di forza dei Centri di servizio, ovvero il radicamento territoriale e la capillarit\u00e0 dei 400 \u201cpunti servizio\u201d in tutta Italia. \u201cIl cammino che ora inizia, e che comporter\u00e0 la scrittura dei nuovi statuti \u2013 sottolinea il presidente di Csvnet, Stefano Tab\u00f2 -, permetter\u00e0 di reinterpretare e rafforzare questa presenza, rendendo possibili nuove configurazioni operative e ottimizzando risorse ed energie. Un passaggio del resto direttamente rispondente allo scenario prefigurato dal Codice del terzo settore\u201d. Un passaggio epocale per i Csv, quindi, che ha visto intensi processi di coinvolgimento dell\u2019associazionismo territoriale. \u201c<strong>Si \u00e8 trattato di processi partecipati e mai verticistici<\/strong> \u2013 sottolinea ancora Tab\u00f2 -, dai quali sono emersi orientamenti che, ad eccezione di una sola regione, l\u2019Onc ha pienamente recepito. Da parte nostra, esprimiamo soddisfazione per la lungimiranza dell\u2019Organismo di controllo, che \u00e8 stato capace di conciliare i principi di legge con la disponibilit\u00e0 a gestire con attenzione un passaggio dalle notevoli implicazioni anche simboliche\u201d. Inizia cos\u00ec una \u201cnuova stagione\u201d per i Centri di servizio per il volontariato, avviata con la riforma del 2016 che chiede ai Csv di \u201cpromuovere e rafforzare la presenza e il ruolo dei volontari\u201d in tutti gli enti del terzo settore. Il tema del nuovo assetto nazionale, infine, sar\u00e0 al centro della sessione di apertura della conferenza 2018 di Csvnet che proseguir\u00e0 fino a domenica 14 a Matera. Ne discuteranno insieme a Tab\u00f2 la portavoce del Forum nazionale del terzo settore Claudia Fiaschi, il segretario generale dell\u2019Onc Massimo Giusti e il dirigente del ministero del Lavoro e Politiche sociali Alessandro Lombardi. La conferenza sar\u00e0 trasmessa in streaming sul\u00a0sito di <a href=\"https:\/\/www.csvnet.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Csvnet<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p class=\"copyrightDettaglio\" style=\"text-align: justify;\">\u00a9 Copyright Redattore Sociale<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prende corpo la riforma dei Centri di servizio per il volontariato in base a quanto stabilito dal Codice del terzo settore. Nei giorni scorsi la decisione dell\u2019Organismo nazionale di controllo sul nuovo assetto. 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